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	<title>Guida-Google.com &#187; Capire Google ed i motori</title>
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	<description>Il blog del libro Come si fa a promuovere con Google</description>
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		<title>Guida-Google.com</title>
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	<itunes:category text="Society &#38; Culture" />
	<itunes:author>Guida-Google.com</itunes:author>
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		<title>Ciclo di Seminari NOMESIA e CONFAPI Milano: si parte con la lead generation</title>
		<link>http://guida-google.com/2010/09/22/ciclo-di-seminari-nomesia-e-confapi-milano-si-parte-con-la-lead-generation/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 16:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcofontebasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capire Google ed i motori]]></category>
		<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Segreti per il successo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono molto contento di poter annunciare il primo ciclo di seminari rivolti alle imprese della provincia di Milano organizzato da Nomesia con la collaborazione di CONFAPI Milano. Confapi Milano è un’associazione senza scopo di lucro che lavora al servizio della piccola e media impresa. Nata nel 1946, conta oggi oltre 3.000 aziende associate con più di 70.000 addetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto contento di poter annunciare il <strong>primo ciclo di seminari rivolti alle imprese della provincia di Milano organizzato da Nomesia con la collaborazione di </strong><strong><a href="http://associati-confapi.com/">CONFAPI Milano</a></strong>.</p>
<p><strong><a href="http://www.amiando.com/leadgeneration.html"><img class="aligncenter size-medium wp-image-288" title="Screenshot" src="http://guida-google.com/wp-content/uploads/2010/09/Screenshot-300x88.jpg" alt="" width="300" height="88" /></a></strong></p>
<p><strong>Confapi Milano</strong> è un’<strong>associazione senza scopo di lucro </strong>che lavora al servizio della piccola e media impresa. Nata nel <strong>1946</strong>, conta oggi oltre <strong>3.000 aziende associate </strong>con più di 70.000 addetti e distribuite in tutti gli ambiti produttivi: metalmeccanico, edile, chimico e plastico, tessile, legno, terziario avanzato, trasporti, grafico e cartotecnico.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;associazione è <strong>tutelare</strong> e<strong> rappresentare </strong>gli interessi delle <strong>piccole e medie imprese</strong> produttrici di beni e di servizi. Questo per favorire, non solo lo sviluppo e il progresso economico delle aziende, ma anche quello del territorio. Aderire a Confapi Milano significa usufruire di molteplici servizi, che ti permetteranno di affrontare le necessità di <strong>gestione</strong> e <strong>sviluppo</strong> della tua impresa.</p>
<p><a href="http://www.amiando.com/leadgeneration.html">Il primo evento</a>, che si terrà presso la <strong>Sede di CONFAPI Milano in via Brenta 27</strong> sarà dedicato al tema<a href="http://www.amiando.com/leadgeneration.html"> </a><strong><a href="http://www.amiando.com/leadgeneration.html">&#8220;Lead Generation: come farsi trovare dai clienti su internet&#8221;</a></strong>.</p>
<p><strong><a href="http://www.amiando.com/leadgeneration.html">Per tutte le informazioni sull&#8217;evento, e per iscriversi per poter partecipare gratuitamente, visitate il sito dell&#8217;evento e compilate il FORM!</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.amiando.com/leadgeneration.html">&gt;&gt; Clicca QUI per visitare il sito dell&#8217;evento &lt;&lt;</a></strong></p>
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		<title>Niente più &#8220;golden triangle&#8221; nelle SERP di Google?</title>
		<link>http://guida-google.com/2010/06/18/niente-piu-golden-triangle-nelle-serp-di-google/</link>
		<comments>http://guida-google.com/2010/06/18/niente-piu-golden-triangle-nelle-serp-di-google/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 15:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcofontebasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capire Google ed i motori]]></category>
		<category><![CDATA[SEO - Ottimizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando Google ha introdotto sulle sue SERP il concetto di Universal Search, ovvero una SERP con un mix di risultati tra Local, Web, Immagini, Video etc.  è cambiato il modo in cui la presentazione dei Link e dei contenuti guida l&#8217;attenzione degli utenti, oltre che la rilevanza relativa di un certo tipo di ranking [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando Google ha introdotto sulle sue SERP il concetto di <strong>Universal Search</strong>, ovvero una SERP con un mix di risultati tra Local, Web, Immagini, Video etc.  è cambiato il modo in cui la presentazione dei Link e dei contenuti guida l&#8217;attenzione degli utenti, oltre che la rilevanza relativa di un certo tipo di ranking per una keywords.<br />
<a href="http://guida-google.com/wp-content/uploads/2010/06/ScreenHunter_01-Jun.-18-17.11.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-255" title="ScreenHunter_01 Jun. 18 17.11" src="http://guida-google.com/wp-content/uploads/2010/06/ScreenHunter_01-Jun.-18-17.11-300x236.gif" alt="" width="300" height="236" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>(fonte dell&#8217;immagine ricerca Enquiro)</em></p>
<p style="text-align: left;">Ne derivano un paio di considerazioni interessanti, la prima è che è <strong>meglio essere il primo Video o uno dei top risultati Local che essere dalla 7° posizione in giù per i risultati Web</strong>, in quanto questi contenuti &#8220;non web&#8221; ricavano dal nuovo lay-out della SERP una maggiore visibilità; dunque se la nostra keywords non ha eccessiva competizione su Youtube e Google Video, per esempio, o nell&#8217;ambito local, può essere più conveniente rincorrere un posizionamento su un altro &#8220;motore&#8221; (video o local per restare all&#8217;esempio precedente), piuttosto che combattere per migliorare il nostro ranking di 1° pagina nella parte &#8220;Web&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra considerazione è che questi nuovi contenuti cambiano il movimento dell&#8217;attenzione degli occhi dell&#8217;utente all&#8217;interno della SERP medesima creando un punto focale più in basso rispetto alla 1° posizione classica; sembrerebbe così diminuire il &#8220;premium&#8221; di clic intercettato dalla prima posizione rispetto al resto della 1° pagina, bilanciando l&#8217;effetto dell&#8217;aggiunta di un contenuto non Web e distribuendo in modo più &#8220;democratico&#8221; il numero di clic sui risultati.</p>
<p>Tempo fa, ho infatti trovato <strong>un interessante articolo</strong> su <a href="http://www.seomad.com/SEOBlog/google-organic-click-through-rate-ctr.html">come stimare il traffico SEO da una determinata parola chiave</a>, sulla base di una serie di analisi sul CTR di diverse SERP, su un blog SEO inglese.</p>
<blockquote><p>I took all the information above on board and thought if Google webmaster tools now gives click through rate by position and at Just Search we have a large client base I thought I’d go through the long winded task of downloading this information across around 100 clients to see what it detailed.</p>
<p>In total I compiled a list of 2710 keywords ranked in positions 1-10 in Google and added the details to an excel sheet, showing:</p>
<ul>
<li>Query</li>
<li>Impressions</li>
<li>Clicks</li>
<li>CTR</li>
<li>Avg. position</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote><p>I then used a <a href="http://seogadget.co.uk/how-to-make-a-pivot-table-and-chart-in-excel/">pivot table</a> to be able to extract what the average click through rate on Google was based on search Position. This gives some quite useful data, it’s not 100% accurate and will only give an incite into organic CTR as the figures are from broad from a number of clients and the click through rate is based on Google’s export of average position.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.seomad.com/SEOBlog/google-organic-click-through-rate-ctr.html">Vi consiglio la lettura dell&#8217;articolo</a>, in attesa di poter creare delle nuove statistiche sulla base delle considerazioni sulla &#8220;Universal Search&#8221;.</p>
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		<title>Scopri come &#8220;Battere la crisi con il Web Marketing&#8221; nel primo Seminario Nomesia</title>
		<link>http://guida-google.com/2010/06/03/scopri-come-battere-la-crisi-con-il-web-marketing-nel-primo-seminario-nomesia/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 09:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcofontebasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capire Google ed i motori]]></category>
		<category><![CDATA[Segreti per il successo]]></category>
		<category><![CDATA[Speciali]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono felice di annunciare la partenza del progetto SEMINARI NOMESIA con la prima edizione, che si terrà a Milano il 23 Giugno, nel pomeriggio a partire dalle 16.00 nella splendida cornice della BLEND TOWER (adiacente alla Stazione Centrale). Abbiamo organizzato questo evento a partire dalla considerazione che la crisi dei mercati ha messo ancora maggiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono felice di annunciare la partenza del progetto <strong>SEMINARI NOMESIA </strong>con la prima edizione, che si terrà a <strong><a href="http://www.amiando.com/battilacrisi.html">Milano il 23 Giugno, nel pomeriggio a partire dalle 16.00</a></strong> nella splendida cornice della <strong><a href="http://www.blend-halldis.com/">BLEND TOWER</a><span style="font-weight: normal;"> (adiacente alla Stazione Centrale)</span></strong>.</p>
<p>Abbiamo organizzato questo evento a partire dalla considerazione che <strong>la crisi dei mercati ha messo ancora maggiore pressione alle piccole e medie imprese</strong>, costringendole ad innovare, ad aggiornarsi e crescere per rimanere competitive.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.amiando.com/battilacrisi.html"><img class="aligncenter size-medium wp-image-245" title="ScreenHunter_01 Jun. 03 11.17" src="http://guida-google.com/wp-content/uploads/2010/06/ScreenHunter_01-Jun.-03-11.17-300x99.gif" alt="" width="300" height="99" /></a></p>
<p><strong>Cosa hanno in comune le aziende di qualsiasi settore in questo momento di difficoltà per l&#8217;economia? </strong></p>
<p>Hanno bisogno di nuovi clienti, per continuare ad aumentare o a difendere i loro fatturati, anche al di là dei loro distretti o delle aree abituali di lavoro.</p>
<p>Google ed il marketing sul web offrono alle aziende <strong>una straordinaria opportunità per acquisire nuovi clienti a costi competitivi</strong>. NOMESIA invita le aziende a un <strong>seminario gratuito, di oltre 2 ore</strong>, per scoprire come funziona il mondo del web marketing e come t<strong>rasformarlo nella propria &#8220;fabbrica di nuovi clienti&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Cosa fanno i potenziali clienti interessati ad acquistare i tuoi prodotti o i tuoi servizi? </strong></p>
<p>Come altri 30 milioni di Italiani, e 400 milioni di europei, cercano su Google e contattano le aziende che si posizionano prime fra i risultati, e quelle che sanno presentare i propri prodotti in modo efficace.</p>
<p>I clienti che arrivano da Internet sono quindi i più &#8220;caldi&#8221; perche hanno compiuto 3 step attivi e volontari per qualificarsi:</p>
<ul>
<li>hanno cercato i tuoi prodotti o servizi su Google</li>
<li>hanno visto tutti i tuoi prodotti, chi sei e quello che fai</li>
<li>hanno lasciato i propri riferimenti (nome, cognome, azienda, telefono, e-mail etc.) per ricevere da te informazioni, preventivi.</li>
</ul>
<p>Tutti sappiamo quanto siamo gelosi della nostra privacy sul web, e quanto dobbiamo essere interessati per lasciare i nostri dati: per questo ricevi solo veri potenziali clienti.</p>
<p><strong><a href="http://www.amiando.com/battilacrisi.html">Clicca qui per </a></strong><strong><a href="http://www.amiando.com/battilacrisi.html">leggere la presentazione dell&#8217;evento, e iscriviti gratuitamente su AMIANDO!</a></strong></p>
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		<title>URL lunghe e complesse, numero di parametri e sessioni</title>
		<link>http://guida-google.com/2007/09/25/url-lunghe-e-complesse-numero-di-parametri-e-sessioni/</link>
		<comments>http://guida-google.com/2007/09/25/url-lunghe-e-complesse-numero-di-parametri-e-sessioni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 10:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcofontebasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capire Google ed i motori]]></category>

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		<description><![CDATA[Numero dei parametri Iniziamo questo percorso di approfondimento dei temi principali dei capitoli del libro da un esame più puntuale della struttura delle URL dei siti e il loro rapporto con l’attività di SEO e la possibilità di posizionarsi in modo efficace su Google e più in generale sui motori di ricerca. Uno degli aspetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Numero dei parametri</strong></p>
<p>Iniziamo questo percorso di approfondimento dei temi principali dei capitoli del libro da un esame più puntuale della struttura delle URL dei siti e il loro rapporto con l’attività di SEO e la possibilità di posizionarsi in modo efficace su Google e più in generale sui motori di ricerca.</p>
<p>Uno degli aspetti più dibattuti da sempre nell’ambito del SEO e del SEM è proprio la “questione URL”, ovvero il numero e la tipologia dei parametri accettabili, e la necessità di mantenere URL brevi e leggibili.</p>
<p>Fino a pochi anni fa, nella breve ma significativa storia dei motori di ricerca, i siti dinamici e le URL complesse erano una sorta di nemesi, il nemico n°1 del SEO; ed infatti troverete ancora on-line tantissimi articoli che trattano i temi dell’URL rewriting e dell’uso efficace dei programmi di paid inclusion e feed submission per ovviare al problema della mancata indicizzazione.</p>
<p>Per questo si parlava della presenza di “stop sign” nelle URL, ovvero di tutti quegli elementi che suggerendo la presenza di contenuto dinamico bloccavano la visita dello spider, nascondendo in pratica il contenuto in questione, quando non l’intero sito dalla visita nel motore.<br />
<span id="more-61"></span></p>
<p>Ad un certo punto nella naturale evoluzione dei motori di ricerca, ci si è resi conto che la tradizionale definizione di “documento” per cui solo la pagina completamente “statica” rispondente ad uno specifico ed univoco file su file system era considerata indicizzabile creava pesanti limitazioni; si è quindi iniziato a lavorare per indicizzare contenuti dinamici.</p>
<p>Uno dei principali motivi per cui inizialmente Google in primis non indicizzava contenuto dinamico era per il timore dell’overload dei server su cui questi contenuti erano ospitati. Terminato anche questo timore, si è iniziato ad accedere a questi grandi DB di contenuti, ed anche su questo tema Google è stato pioniere.</p>
<p>Pertanto oggi la dinamicità dei siti e delle URL di per sé non costituisce un ostacolo di alcun tipo alla possibilità di ottenere un buon posizionamento sui motori; anzi molti sostengono che proprio per la maggior facilità di aggiornamento, per la tendenza ad avere più contenuto e un DB di informazioni utili, un sito “dinamico” sia in senso astratto potenzialmente più facile da posizionare di uno completamente statico.</p>
<p>È consigliabile, in senso generale, cercare di limitare il numero di parametri presenti nelle URL, quanto meno nella porzione di sito che intendiamo valorizzare al massimo sui motori ad un massimo di 3, in quanto test condotti sulle SERP hanno condotto alla convinzione diffusa che sino a 3 parametri non si riscontrino effetti di alcun tipo sull’efficacia nel ranking; è anche vero che un numero maggiore di parametri spesso indica una erogazione del contenuto sul front-end del sito piuttosto complesso, oppure una profondità di navigazione particolare. In entrambi i casi ci potremmo trovare in presenza di altre “controindicazioni SEO” e dunque la “regola del 3” va presa con il dovuto beneficio d’inventario trattandosi di una regola puramente empirica.</p>
<p>Queste considerazioni sono evidentemente fondamentali in fase di progettazione della propria presenza su web, guidandoci nella scelta di dettagli dell’architettura del sito su cui sarà poi più difficile tornare in seguito una volta ultimato lo sviluppo e pubblicato il progetto.</p>
<p>Può anche essere di indicazione nel momento in cui progettiamo una navigazione per directory/tassonomica oppure che rendiamo accessibile il contenuto attraverso un “sistema” di ricerca di cui vogliamo poi indicizzare i risultati; il numero di parametri attraverso il quale ricercare infatti, può essere molto spesso snellito se poniamo attenzione alla correlazione fra i parametri.</p>
<p>Partendo dal presupposto di lavorare su di un sito esistente, e dunque con un DB di informazioni e contenuti pre-esistente rispetto all’attività di SEO, invece, ci si pongono solitamente diversi problemi, legati alla lunghezza, alla complessità delle URL, al numero di pagine che vogliamo rendere indicizzabili, ed ai parametri necessari per comporre degli indirizzi validi ma anche per creare il contenuto (inclusi i meta-tag rilevanti per ciascuna “pagina”).</p>
<p>Sarà ad esempio possibile ristrutturare, accoppiare e legare parametri, in modo da condensarne il numero, oppure in caso davvero il numero sia eccessivo, procedere con operazioni di URL re-writing (diverso lo scenario se operiamo per esempio su webserver Apache oppure Windows/IIS).</p>
<p><strong>ID di sessione</strong></p>
<p>Diverso è il problema per quanto concerne i session_id. Non si tratta semplicemente di un problema legato alla loro presenza o meno nella URL, ovvero il passaggio in GET dell’id di sessione, in quanto lo spider block si può verificare, nel caso il nostro front-end gestisca questo dato, sia che lo passiamo in quel modo sia che lo posizioniamo in un cookie.</p>
<p>Il problema dell’id di sessione infatti si può presentare in entrambi i casi, con sintomi leggermente diversi, ma evidentemente con la medesima causa; l’anedottica riscontrabile anche nei siti e nei forum specializzati si concentra sul problema della ottimizzazione SEO di siti realizzati con i prodotti della famiglia Broadvision.</p>
<p>Il problema “reale” è che lo spider non è in grado di accettare il cookie per tenere l’id della sessione, ma anche la soluzione alternativa è in grado di crearci problemi; infatti, qualora l’id venga posto in GET nella URL quello che succede è che lo spider accederà al sito, registrerà le URL che però non potranno mai generare storico ed età, in quanto ad ogni passaggio e processo di indicizzazione le URL saranno nuove (nuove sessioni).</p>
<p>Questo tipo di impasse si risolve o affrontando il problema alla radice, oppure trovando dei workaround, delle soluzioni posticce per “bloccare” parte delle URL, rendendole accessibili senza la richiesta di un ID sessione, ma la sola attribuzione una volta che la navigazione viene proseguita.</p>
<p>Così facendo si può aggirare l’ostacolo, creando una struttura di link, prevalentemente esterna, che valorizzi i punti che abbiamo reso accessibili e indicizzabili allo spider; a quel punto il punto da tenere ben presente è quali keywords scegliere come target delle pagine così indicizzate, in quanto difficilmente potranno competere su aree troppo competitive.</p>
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