Come sa bene chi di voi mi legge con maggiore attenzione, fra le varie attività che il nostro gruppo svolge, attraverso il nostro brand BIQUADRA ci occupiamo anche di SEO e di SEM. Non lo facciamo intensivamente, diciamo prevalentemente per clienti “amici” o storici, con cui sviluppiamo dei progetti più articolati, nell’area del web marketing siamo più focalizzati su NOMESIA.
Beh, eravamo da qualche tempo a conoscenza della nuova policy (aggiunta senza troppo clamore da Google) di AdWords, chiamata affettuosamente “Thin site policy”. In sostanza un Ban alle “squeeze page” ovvero pagine che pubblicizzano un contenuto che può essere scaricato solamente mediante una registrazione (nome + e-mail e così via). In USA diversi forum del settore ne hanno parlato diffusamente, perchè il settore degli “affiliati” e del cosiddetto “info marketing”, così come in diversi settori di formazione, consulenza e simili ne sono stati pesantemente colpiti.
Testualmente recita così (“Information Harvesting”).
Google AdWords prohibits websites that solicit personal information from users in circumstances where it’s unclear how the information will be used. Additionally, Google AdWords prohibits the advertisement of websites that offer a free gift in exchange for personal information and websites that request personal information to get the results of a survey or quiz.
This policy applies to your website.
Violation of this policy may result in a range of actions, including the following:
- disabling of your domain
- disapproval of ads
- account suspension
- automated suspension upon setup of new accounts (ban from Google AdWords)
Examples
Examples of prohibited websites:
- Websites that offer a free gift in exchange for personal information
- Websites that request personal information to get the results of a survey or quiz
Examples of acceptable websites:
Websites that request personal information for legitimate lead generation or business purposes
Oggi un nostro cliente è stato simpaticamente BANNATO da AdWords. Tanto per iniziare (il cliente spende da oltre 4 anni una media di quasi 10.000 Euro al mese) nessuno dei referenti Google in Italia e a Dublino ha saputo dare una risposta immediata. La nostra “educated guess” è che sia per questa policy, perchè il cliente in questione mette a disposizione una serie di contenuti e manuali gratuiti (video, PDF, audio) da poter scaricare dietro registrazione, e siamo a conoscenza di un filone di account bannati sia in USA che in Italia.
Io sono decisamente contrario (è un eufemismo) a questa policy perchè mentre trovo ammissibile che Google detti delle regole per essere inclusi nel proprio indice, e quindi “regolamenti” le landing page SEO che i vari siti utilizzano per il posizionamento “organico”, per quanto riguarda invece i regolamenti relativi agli inserzionisti AdWords, penso che molto spesso vadano al di là dell’accettabile. Trovo apprezzabile che Google voglia creare un livello qualitativo elevato e un ecosistema intorno ad AdWords di siti di qualità e così via.
Però, trovo inaccettabile una policy come questa (per di più scritta in modo così vago) che consente a Google di eliminare arbitrariamente una prassi di web marketing che esiste da oltre 10 anni, direi senza grandi sconvolgimenti, anzi è (abusi a parte) una naturale forma di Permission Marketing.
Capirei se venisse effettivamente applicata solo ai casi di affiliazione, o agli scam (truffe), o a “pratiche” poco credibili (ricco in 10gg e così via). Ma estenderla automaticamente a tutto un meccanismo, no. Anche perchè almeno della pubblicità vorrei esser libero di pubblicizzare quello che mi pare (finchè è legale) senza che Google mi dica come devo trattare i miei utenti e i miei clienti.


AdWords made in Google per i Webmaster
October 4th, 2010Facendo un check su un nuovo PortalBox di Nomesia abbiamo notato questo annuncio personalizzato AdWords per gli strumenti per i Webmaster, che si attiva utilizzando il comando “site:” nella casella di ricerca.
(clicca sull’immagine per ingrandire lo “screenshot”)
In questo modo chi utilizza questo comando (che, ricordiamolo, serve a verificare le pagine indicizzate da Google per un dato dominio) riceve l’annuncio che invita all’utilizzo degli Strumenti per i Webmaster, che offrono oltre a questa funzione un insieme di altri tool utili per il SEO del proprio sito.
Un bell’esempio di uso creativo di AdWords per l’autopromozione dei prodotti Google da parte del motore.
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