Come funziona Google

Come funziona Google – Capitolo 1

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Senza troppi tecnicismi, e con maggior sintesi rispetto all’edizione precedente, esamineremo i passaggi chiavi nell’evoluzione della tecnologia della ricerca su internet così da mettere la nascita e lo sviluppo di Google nella giusta prospettiva.

Capiremo insieme come funziona un motore di ricerca, come raccoglie le pagine ed i siti in giro per la rete, come li analizza e come li classifica per rispondere alle ricerche degli utenti.

Vedremo anche come vengono composte le pagine dei risultati sia per quanto riguarda i risultati “organici” sia per quanto riguarda quelli “pubblicitari” (AdWords).

Sotto-indice del capitolo

1      Come funziona Google
1.1       Il “motore” del motore
1.2       Processo di Crawling
1.2.1       Sitemaps
1.3       Processo di Indexing
1.4       PageRank
1.5       TrustRank e altri spunti sull’analisi dei link
1.5.1       Attributi rel=nofollow
1.5.2       Attributi rel=canonical
1.6       Perché Google “vende”?
1.7       La lunga coda e Google
1.8       Un cambio di paradigma
1.9       Stimare le dimensioni del mercato

Abstract del capitolo

Per iniziare a lavorare alla promozione su Google del nostro sito, dobbiamo prima di tutto avere chiaro, quanto a meno a larghi tratti, il funzionamento di un motore di ricerca; comprendendone il funzionamento sarà più semplice per noi identificare i criteri con i quali “digerisce” il nostro sito e quello dei nostri concorrenti, e comprendere su quali leve possiamo agire per migliorare i nostri posizionamenti ed i nostri risultati.

Alla base di Google, come degli altri motori di ricerca, c’è una complessa scienza, una delle più importanti e affascinanti dei nostri giorni, chiamata “information retrieval”, ovvero lo studio di come vengono classificate, categorizzate, ricercate e valutate le informazioni, in particolare in ambito informatico.

Google offre ormai agli utenti innumerevoli servizi, fra cui:

  • la posta elettronica GMAIL
  • il servizio di news e ricerca di notizie Google News
  • il sito di video Youtube
  • etc.

Ma la chiave del suo successo, anche finanziario resta indubbiamente il piccolo box di ricerca, in cui le persone cercano risposte alle loro domande, ai loro dubbi ed alle loro necessità quotidiane, per il lavoro e la vita privata.

Da sempre Google ha una home page semplicissima, che all’epoca del suo lancio risaltava rispetto alle pagine stracolme dei portali tanto in voga all’epoca.

Una volta che l’utente ha inserito nel form di ricerca la propria “parola chiave” (in gergo chiamata anche “query string” o stringa di ricerca) Google procede a:

  • richiamare dal proprio INDICE tutte le URL che contengono INFORMAZIONI RILEVANTI per rispondere a quella specifica ricerca
  • ordinarle, CLASSIFICANDOLE dalla più alla meno RILEVANTE attraverso l’applicazione di un ALGORITMO, che ne pesa le caratteristiche.

Sulla base di questo immenso catalogo chiamato indice, la cui qualità è essenziale per poter fornire un servizio affidabile, Google risponde alle parole chiave inserite dagli utenti con un elenco di risultati, che sono classificati in ordine di “rilevanza”, ovvero secondo la  maggiore precisione nella risposta alla “query” inserita dall’utente secondo un “algoritmo”.

Quando viene inserita una parola chiave nel motore, e viene avviata la ricerca, viene interrogato il datacenter a noi più prossimo; applicando l’algoritmo di rilevanza, i siti corrispondenti ai nostro criteri vengono ordinati e presentati, con l’applicazione di alcuni filtri (ad ex. il filtro anti-duplicazione, che evita vengano presentate due pagine con un contenuto identico).

Per semplificare un procedimento che nella realtà è estremamente complesso ed articolato, nella sola fase di classificazione composto dalla valorizzazione di più di 200 distinte variabili, quello che accade è quello che segue:

  1. l’utente digita nel box la propria “query string” (stringa di ricerca) e invia;
  2. la ricerca viene inoltrata ad un datacenter (il più prossimo, libero, indicato a rispondere) per essere processata;
  3. l’algoritmo estrae dall’indice i “documenti” (in questo caso le URL) corrispondenti e li ordina in base al peso di ciascuna variabile;
  4. in questo modo la pagina dei risultati viene composta davanti agli occhi dell’utente.

Si forma così una prima pagina composta da 10 risultati NATURALI, frutto di questo processo (chiamati in gergo anche “organici”) affiancati da una serie di risultati “sponsorizzati” ovvero a pagamento, forniti dalla piattaforma pubblicitaria Google AdWords (fino a 10 per pagina).

Abbiamo quindi identificato alcuni elementi chiave che contribuiscono al risultato finale di rispondere alla nostra richiesta. È fondamentale comprendere esattamente il contributo di ciascun elemento e di ciascun passaggio per poter impostare la propria attività di promozione su Google. Solo tenendo ben presente il quadro complessivo è infatti possibile interpretare correttamente le parole chiave, scegliere quelle giuste per il nostro sito, intervenire per posizionarlo al meglio, e così via.

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1 comment

  1. Gratis says:

    interessante, bel post , complimenti all’autore

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