Archive for September, 2009

Google il nostro amato monopolista

September 14th, 2009

Michele Ficara Manganelli oggi scriveva:

Come scrive ancora Doctorow: “è un’idea terribile, conferire tutto questo potere a una sola azienda, anche a una divertente, attenta ai propri utenti e tecnologicamente eccellente come Google”.

Riportando Doctorow. C’è stato un filone di commenti su Facebook dove ha “strillato” il suo post.

Rilanciava anche un’interessante articolo di Zambardino su “come Google diventi sempre più una concreta minaccia per un equo sviluppo del web”.

Emilio Sanguigni mi ha scritto su Facebook:

ok Marco, ma google non è nato ieri, se nessuno, compresa M$ è riuscita a fare meglio ora non ci inventiamo storie

Per quanto mi riguarda, se è per quello, in Italia nessuno è ancora riuscito a fare televisione meglio di Mediaset, ma mi sembra che non la prendiamo con la stessa bonaria filosofia. I monopoli non sono mai una cosa buona, perchè dipendono dalla bontà di chi li detiene…

Nessuno vuole espropriare Google (nemmeno gli Anti-Trust USA e UE, che si sono attivati), così come personalmente non avrei espropriato Microsoft; se uno si guadagna una leadership di mercato (e lo dico da imprenditore) è giusto che la usi, soprattutto se non dipende dalla proprietà di risorse naturali (vari Petrolieri) o scarse (Telecom per esempio).

E’ meno giusto che la “ab-usi”.

Ai monopolisti nessuno richiede di regalare soldi e quote di mercato, ma di dare precise garanzie su come tale potere guadagnato sarà usato in futuro.

Il timore degli osservatori del Web è che la posizione di Google scoraggi:

  • la nascita di start-up (Google monopolizza i talenti)
  • crei barriere all’ingresso (come Microsoft nei PC)
  • etc. etc.

Avete abbastanza link per documentarvi da soli :-)

Le 7 abitudini del web marketer di successo

September 1st, 2009

Contenuto bonus dalla Seconda Edizione!

Abitudine n°1: obiettivi chiari

Avere le idee chiare è importante, ancora di più lo è essere specifici su quali sono le metriche di successo rilevanti per la propria  attività. Sbagliare è molto più facile di quello che si pensa: scegliere parole chiave troppo generiche e portare molto traffico al proprio sito senza che si traduca in contatti, anagrafiche o vendite, calcolare male la propria marginalità, ed investire in AdWords più di quanto il nostro budget di marketing ci concede. Sono molte le insidie, il “web marketer di successo” ha le idee chiare sui propri obiettivi, e ha identificato una serie di metriche chiave (numeri semplici da tenere sotto controllo) su cui misurare i propri progressi.

Ecco alcuni esempi di metriche da considerare non solo all’inizio ma soprattutto per la loro evoluzione nel tempo:

  • numero tot. Di parole chiave che portano traffico al sito
  • numero di parole chiave con posizionamento top10
  • numero tot. Di link al sito
  • numero tot. Di “link-domain” al sito
  • visitatori “naturali” e visitatori “pagati” (ad ex. Da AdWords)
  • bounce rate per tipo di utente
  • tasso di conversione per referral/canale.

Abitudine n°2: aspettative realistiche

Quasi importante quanto il punto n°1 è avere aspettative realistiche: uno degli errori più comuni di chi approccia il SEO, è aspettarsi cambiamenti giornalieri. I posizionamenti oscillano abbastanza spesso (specie per parole chiave non troppo competitive) ma questo segnale viene mal interpretato. È utile invece ricordarsi sempre che questo tipo di attività richiede tempo per dare risultati, e che i progressi vanno misurati nell’arco di qualche mese, e non rimanere intrappolati nel ciclo una modifica al giorno, un controllo al giorno.

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