Regole per il successo nel search marketing – N.3

June 21st, 2007 by marcofontebasso Leave a reply »

3. Assicurarsi che il sito sia “Search Engine Friendly”

Assicurarsi che il sito sia “Search Engine Friendly”, ovvero non ostacoli il lavoro degli spider dei motori di ricerca nello scandagliare il web, con elementi quali URL troppo complesse o lunghe, cookies obbligatori o ID di sessione, uso eccessivo di flash, menù dinamici in javascript è fondamentale per quanto meno garantirsi una presenza nell’indice e una corretta digestione del proprio sito.

Spesso alcune scelte che possono creare grossi problemi sono implementate solo per comodità, oppure per abitudine, con scelte di programmazione “pigre”, oppure perché i vincoli e i requisiti dei sistemi in ottica web marketing non sono stati esplicitati per tempo o con sufficiente chiarezza, oppure con vigore sufficiente a far capire l’importanza del tema ad un dipartimento IT che magari non ha nessuna visione delle strategie di marketing dell’impresa.

Ad ex. il 99% degli ID di sessione obbligatori che ho visto negli anni implementati sono in realtà “inutili” rispetto alla realtà dell’architettura portata in produzione.

Indispensabile è anche porre particolare cura alle scelte di base e non farsi tentare da soluzioni “gradevoli” esteticamente ma poco valide dal punto di vista del posizionamento, in modo da iniziare con il piede giusto.

Il problema dell’ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca, e per Google, nasce dalla potenziale dicotomia fra l’efficacia di un sito per la comunicazione e per i motori di ricerca. I motori possono penalizzare infatti, a livelli diversi, e per diverse motivazioni, alcune soluzioni tecniche (alcune piuttosto comuni) che è possibile adottare nello sviluppo di siti web, siano essi statici oppure dinamici, ad esempio:

* sistemi di content management,
* animazioni flash,
* elementi dinamici inseriti medianti script,
* menù javascript etc.

Alcune difficoltà comuni che gli spider incontrano, possono dipendere da alcune scelte fondamentali che vengono prese all’inizio dello sviluppo di un sito.

1. Gli elementi di navigazione e i contenuti testuali inseriti all’interno di oggetti flash sono tradizionalmente invisibili per gli spider, benché proprio ultimamente Google abbia iniziato a indicizzare il contenuto testuale inserito nelle animazioni flash, ad esempio nelle “intro”.

2. Se gli spider incontrano siti “dinamici” ovvero costruiti a partire da un contenuto inserito in DB (database) ed erogato da un front-end mediante query, questo può creare problemi in determinate condizioni (vedi per approfondimento e referenza http://www.google.it/intl/it/webmasters/guidelines.html);

3. Il posizionamento non è dato dalla sola presenza delle parole chiave nel testo, ma soprattutto dalla loro presenza nella struttura di link che porta al sito ed a ciascuna pagina, quindi certi tipi di menù rendono il sito sostanzialmente incomprensibile all’atto della sua indicizzazione.

Il processo di SEO (search engine optimization) è un lavoro di medio-lungo termine, che da risultato nell’arco di alcuni mesi, quelli necessari per implementare modifiche strutturali e di contenuto, e per lasciar tempo ai motori di indicizzarle e di incorporarle nel proprio indice.

L’obiettivo primario è garantire che lo spider di Google possa raggiungere agevolmente tutte le pagine del sito in maniera naturale, in modo da minimizzare la necessità di inserire elementi di navigazione o frammenti di codice ad-hoc, che in certi casi può essere una soluzione contraria alle policy anti-SPAM.

Per questo è necessario che:

  • ciascuna pagina del sito sia reperibile ad un indirizzo URL univoco
  • ciascun documento sia reperibile attraverso link “statici” e permanenti nel tempo
  • che la navigazione che porta alle pagine sia tale da supportare al meglio l’attività
  • che si crei un contesto consistente, ovvero corrispondente al contenuto.

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