10 cose che i SEO “professionisti” fanno ed i “cantinari” no

March 15th, 2007 by marcofontebasso Leave a reply »

Sottotitolo: 10 cose che i SEO “professionisti” DOVREBBERO FARE anche se qualche volta non fanno e che in genere i cantinari non fanno mai…

Si sarà capito che non sono uno che ama gli assoluti :-)

Provo però, visto che vanno di moda le liste, a proporre una delle mie, rispetto ad alcune cose che abbiamo capito negli anni sui progetti di SEO e di SEM e sulla loro gestione.

Un certo numero di caratteristiche separano l’esperto di SEO/M dal “debuttante” o se volete dal “dilettante”. Lungi da me dire che sia necessario scegliere una “agenzia SEO” o qualche consulente per portare avanti un progetto con successo; sicuramente però la maggior parte degli “indipendenti” sottovaluta enormemente è la difficoltà di gestione dei progetti legati a grandi aziende.

Come mi piace dire scherzando “è più facile posizionare il dominio di Expedia piuttosto che quello dell’agenzia di viaggi dietro casa…”; d’altro canto trattare con un’azienda è in media molto più oneroso rispetto alla PMI o al professionista/imprenditore.

Ecco alcune cose che un SEO “professionista” dovrebbe avere in più o di diverso.

1. Avere esperienza a livello di “grandi brand”
Mentre gli esperti generalmente hanno a che fare con marchi importanti, in USA si suole dire “fortune500″, i “cantinari” non si occupano spesso di brand affermati. La differenza sta nell’approccio ai progetti – per le piccole marche, la lotta più grande consiste nella presenza sui motori, per i brands affermati, la sfida è più frequentemente (e anche un po’ tristemente :-( ) con il management.

2. Contatti & Relazioni
Dopo parecchi anni di clienti chiusi, una rete di contatti consolidata può spesso rappresentare l’asset più importante per portare a termine un progetto. Ciò non significa sempre avere rapporti con i motori di ricerca, ma con concessionarie di pubblicità, esperti in campi affini e disparati o persino collegamenti con altri SEO che possono contribuire a diagnosticare i problemi in cooperazione.

3. Un metodo
Mentre i “cantinari” si avvicinano spesso ad un progetto con on-page SEO basics, una campagna di link building, una ricerca per parola chiave e una campagna di PPC, gli esperti possono identificare e diagnosticare le debolezze nell’architettura di un sito, il cliente target, l’usabilità, il design, e dozzine di altre questioni con maggiore facilità, avendolo fatto più volte, in settori diversi.

4. Accettare i progetti giusti
Un consulente inesperto o una azienda agli inizi potrebbero essere tentati di acquisire tutti i clienti che possono (e molte volte, devono). Gli esperti dovrebbero saper scegliere i loro progetti, basati sui risultati previsti, lo stile del cliente & il ROI a breve e a lungo termine.

5. Sesto senso per Rankings
Molti esperti SEO per esperienza o se volete “talento”, hanno una sorta di “Sesto Senso”. Così possono con pochi semplici check determinare la portata, la difficoltà, le tendenze e le opportunità di un mercato, anche se non hanno lavorato prima in quel campo. Tale abilità deriva dalle migliaia di ricerche fatte con un occhio critico e dalla pratica ripetuta di guardare il cambiamento del SERPs col tempo.

Oltre a queste qualità, ci sono un certo numero di errori specifici, di trabocchetti o di occasioni mancate in cui frequentemente i “principianti” inciampano.

Contenuto duplicato
Non è che i debuttanti non riconoscono il contenuto duplicato, ma spesso non sanno usarlo. Per esempio il SEO che usa “il nofollow” in link per duplicare il contenuto (per ex. per creare landing page per il SEM), non si rende conto che altri possono collegarsi ad esso in futuro (suggerimento: utilizzare robots.txt per filtrare gli spider sulle URL).

Cannibalizzazione della parola chiave
Questo è uno degli errori più frequenti, provare a puntare allo stesso termine 65 pagine di un sito di 100 pagine; non si realizza però che così si sparge il valore del sito rispetto alle keywords direzionando il valore piuttosto che concentrarlo su pochi documenti essenziali.

Connecting with Offline Campaigns
È critico che le campagne offline per branding si integrino correttamente con l’online.Guidare il traffico offline ad un URL che potete tracciare, misura i link inbound, usa gli stessi messaggi on e offline.

Uso di Software di analytics
Uno degli errori che spesso si fanno anche parlando con i clienti è focalizzarsi troppo sul posizionamento e rendere il tutto troppo “statico” invece che un processo in divenire .

Multipli siti/domini
Anche un SEO accorto continua la pratica di lancio di siti separati per i sotto-progetti, a creare blog, o altro contenuto collegato. I links che entrano in un dominio aiutano tutto il contenuto di quella classe di dominio e 100 links dalle fonti varie e naturali vi faranno guadagnare più di 10.000 links ad un blog di Blogspot che collegate con il vostro dominio principale.

Separazione dei contenuti
La maggior parte dei content site scindono i loro articoli in pagine multiple o generano dozzine di pagine brevi circa i particolari di un oggetto più grande. Questo genera molti visitatori ma pochi collegamenti inbound.

Uso non efficace dei Meta tags
Esistono tantissimi siti in cui le descrizioni dei meta tags sono copiate da pagina a pagina o contengo soltanto le prime 2-3 frasi del contenuto della pagina. Questo è sconsigliabile perché i motori di ricerca mostreranno il contenuto più attinente alla domanda dell’utente e se non fornite la descrizione del meta tag,e otterrete così una coda più lunga di click nella ricerca lasciando fornire ai motori la vostra descrizione. L’eccezione è se le vostre frasi di intro sono descrittori eccellenti del contenuto della pagina, che è a volte il caso di determinati articoli di siti o blog.

Usare aggregatori come fonte di contenuto
Molti presuppongono di poter ingannare i motori di ricerca unendo gli snippets di dati o dei feed per generare le pagine. I motori, tuttavia, hanno un piccolo esercito di specialisti per combattere ogni possibile re-mix, re-hash o re-purposing e le loro tecniche migliorano giorno dopo giorno. Questo tipo di soluzione può essere utilizzato solo a breve termine.

Misurare il traffico piuttosto che le conversioni
Migliore è il rankings più è il traffico, ma un sito a cui è migliorato il traffico dieci volte ma ignora le conversioni otterrà il processo inverso – il vostro obiettivo non è (tranne in alcuni casi rari) di portare qualsiasi visitatore ma di portare il visitatore giusto.

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