Recruiting e tasso di conversione

February 7th, 2007 by marcofontebasso Leave a reply »

Ultimamente in Biquadra stiamo testando l’applicazione del “conversion improvement” in un settore a cui non avevamo ancora pensato, ovvero le attività di recruiting. Abbiamo infatti notato come diversi format di annunci di recruiting possano produrre tassi di risposta radicalmente diversi anche per la medesima posizione.

In questo periodo ad esempio abbiamo aperte 3 posizioni, 1 per Biquadra 2 per Nextre Engineering, la società di software del nostro gruppo. Un dato ancora più interessante, che stiamo monitorando, è la percentuale di CV validi prodotti da diverse tipologie di inserzioni, oltre che di canali, in modo da ottimizzare il tasso di conversione anche di questa attività.

Approfitto dell’occasione anche per sollecitare l’invio di CV da parte di chi grazie al blog del libro dovesse trovare queste posizioni aperte, dato che per nessuna delle tre abbiamo chiuso le selezioni. In realtà stiamo facendo particolarmente fatica con le selezioni per Senior Java Developer, in cui anche il numero di risposte è piuttosto basso.

Per qualsiasi inserzione relativa al web marketing, al contrario, riceviamo solitamente oltre 100 CV nei primissimi giorni dopo la pubblicazione, un numero persino eccessivo. Mi sembra di poter affermare, facendo anche eco a quanto scritto da Marco Loguercio qui e qui, e da Mauro, qui, che lavorare nel web marketing sia un’opportunità che affascina ancora neo-laureati ed appassionati come ai bei tempi della bolla.

Un po’ più difficile dare qualche indicazione a come entrare in questo settore in un momento così peculiare della sua storia in cui provano a delinearsi delle professionalità, delle figure tipiche, ma dall’altro alcune metodologie classiche e di conseguenza i “lavori” che le esprimevano vanno un po’ in crisi.

Il mestiere del SEO ad esempio sta cambiando, dal momento che a livello “enterprise” (o corporate, o nelle aziende medio-grandi, come preferite chiamarlo) è sempre più frequente trovare consapevolezza della necessità di fare sia Natural che Paid. Quello del Media Planner trova più difficile applicazione al crescere dell’importanza degli investimenti in SEM (pay per click etc.).

Certamente un requisito che non sparirà a breve per queste figure sono la curiosità intellettuale, la voglia di imparare e di mettere tutto (compreso sè stessi) in discussione in un settore così frenetico.

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