L’impatto culturale di Google

January 18th, 2007 by marcofontebasso Leave a reply »

Torno finalmente a scrivere dopo un lungo periodo di silenzio… ahimè davvero troppo per quelli che erano gli obiettivi; come si dice in questi casi, purtroppo altri impegni improrogabili mi hanno distolto dal piacere della blogosfera :-)

Oggi leggo sul mio aggregatore (vi consiglio di dargli un occhio) il post di Miriam e mi viene da pensare a quanto le persone (clienti, amici, conoscenti e noi stessi) ormai utilizzino Google davvero come un “dizionario”.

Quasi il motore fosse la “porta” (non il portale eh :-)) d’accesso alla conoscenza codivisa. E mi viene subito da pensare ad un capitolo dell’ultimo libro di Baricco che sto leggendo.

Il libro si intitola “I Barbari: saggio sulla mutazione” e contiene ben tre capitoli su Google e su come possa essere considerato uno degli emblemi di quello che Baricco chiama appunto allo stesso tempo “mutazione” e “invasione”. L’idea è che sia la più pura espressione di un nuovo modo di intendere la conoscenza, per usare la metafora del libro, un accampamento di barbari nel cuore dell’Impero.

Mi pare bella l’idea che per una nuova specie di esseri (in questo caso umani), la conoscenza sia interessante solo in quanto punto di passaggio di una esperienza del Mondo costituita da una traiettoria, da un insieme di vissuti diversi per contenuto e soprattutto contesto; non più dunque un libro e basta, per esempio, ma un sincretismo di esperienze di cui il libro fa solo parte, e nel quale è interessante solo se il libro fa parte di quell’insieme.

E’ un po’ difficile sintetizzare in due parole un saggio di centinaia di pagine, ma penso sia importante inquadrare il fenomeno “search” in un contesto più ampio, per capirne l’impatto potenziale non solo sui siti web…

Nel mio piccolo, al Search Engine Strategies dell’anno scorso a Milano, nel mio PPT per il “Search Advertising Forum” avevo detto:
> Il search-mood è una modalità di accesso alle informazioni, più che un semplice
> canale (gmail = la casella e-mail organizzata, g desktop etc.).
> LE SFIDE:
> Adattarsi ai nuovi device
> Pay per call: moda o realtà?
> Creare siti “migliori”

A tal proposito vi segnalo anche questo interessantissimo post di Maurizio Goetz sulle “generazioni digitali“.

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