L’offerta SEO e SEM in Italia

September 8th, 2006 by marcofontebasso Leave a reply »

Riprendo a postare dopo la pausa estiva, il rientro dalle vacanze e soprattutto qualche giorno per assorbire l’acquisizione di un paio di clienti nuovi e l’inserimento di un paio di persone in organico in Biquadra.

Un’interessante post sul forum di GiorgioTave stimola qualche riflessione sull’offerta di servizi legati al search marketing in Italia. Credo che sia più opportuno non legare l’analisi del mercato al solo SEO, la maggioranza delle aziende italiane infatti ha una percezione dei servizi legati ai motori di ricerca meno “matura” e forse più legata alle esigenze base sottostanti che non alle soluzioni tecniche o di marketing per produrre visibilità.

Probabilmente è uno dei motivi per cui nel nostro paese si assiste ad una polarizzazione tanto estrema fra “fan del PPC” e “fan del SEO”; proprio ieri parlando con un prospect, il responsabile marketing mi diceva “non pensiamo che la strategia da perseguire sia quella di comprare il traffico per il nostro sito, gli utenti realmente interessati sono quelli che ci troveranno fra i risultati naturali”.

Indubbiamente un punto di vista che ho già sentito da altri, qualche volta con ragione: la mia risposta sul piano meramente di business è che occorre valutare anche il proprio budget e i tempi nei quali si desidera ottenere visibilità. Se ad esempio si desiderano risultati in tempi molto brevi ed in settori molto competitivi, dipendere dal solo posizionamento può rivelarsi rischioso.

L’osservazione di questo cliente mi ha spinto ad una ulteriore riflessione sul keyword advertising; ormai è estremamente difficile trovare “parole chiave libere” non presidiate da almeno 4-5 concorrenti italiani o internazionali. Questo pone ovviamente una sfida più difficile di un tempo alle aziende ed alle agenzie. Nella nostra esperienza l’impatto che possono avere i pur brevi testi degli annunci di AdWords, Yahoo Search Marketing e Miva sulle conversioni è enorme, e si trovano troppi annunci simili se non uguali, tutti compilati con la funzione di “keyword intercepting” di AdWords per popolare il campo “titolo”.

Invece, con un buon matching fra annuncio, prodotto/servizio e landing page si possono ottenere grandi risultati sfruttando al meglio il proprio bacino di keywords; l’incentivo di AdWords a generare alto CTR (click-through-rate) non deve fuorviare.

Con il crescere dei numeri di ricerche, e l’allungamento della “coda” di keywords, diventerà a mio modo di vedere ancora più importante la capacità di segmentare il traffico da intercettare (pensiamo solo alle implicazioni della personalized search) e di “gestirlo” con buone landing pages. Tutto questo di pari passo con lo sviluppo di siti sempre più interattivi e capaci di adattarsi alle esigenze ed alla navigazione degli utenti (la diffusione di ajax etc. potrebbe rendere più veloce questo percorso).

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